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È un pomeriggio d’inverno. Terminato il lavoro, mi dirigo tutta trafelata al bar vicino al mio studio.Entriamo e vengo subito accolta dall’asciutto e robusto aroma del caffè appena macinato. Mi avvicino alla vetrina dei dolci e scruto, con occhi golosi, le delizie proposte.Mi incuriosisce un dolcetto fatto come un tortello: un gran tortellino fritto. Chiedo alla signora del bar quale fosse il ripieno e lei mi risponde: «Marmellata di mela».
«Ne vorrei due, grazie, accompagnati da un cappuccino», rispondo io.
Ci accomodiamo in saletta. Il bar è accogliente e, a quell’ora, non è nemmeno troppo affollato. All’arrivo del nostro ordine sento subito il profumo della mela e della pastella fritta: quel profumo tipico del periodo di Carnevale. Infatti lo è…
Mi appresto ad assaporare quel tortello paffuto e profumato. I denti affondano nella croccante pastella, sapientemente fritta, e la bocca in un attimo incontra la morbida composta di mela, che fa notare al palato e alla lingua il suo irriverente tono dolce-aspro. Un contrasto che si sposa a meraviglia con la dolcezza e la golosità della sfoglia fritta e zuccherata.
Mi gusto la mia merenda e, discorrendo, mi rendo conto di essermi dimenticata di fare una fotocopia da portare alla scuola dell’infanzia. Ci accordiamo per andare in cartoleria appena terminata la merenda, e così facciamo.
Entriamo in cartoleria e, mentre attendiamo il nostro turno, intravedo un pastello verde acqua. Quel pastello rievoca in me la mia infanzia: quel colore che tanto amavo da piccola, il pastello Giotto verde acqua.
Ricordo che, da bambina, mi domandavo quale fosse il mio pastello preferito e, tra i tanti colori, decretai quello come il mio preferito, addirittura superando la preferenza per il pennarello color ciclamino. Oh, quel pennarello color ciclamino lo adoravo davvero… ma il pastello lo batteva per un soffio.
Per un attimo riaffiorano i ricordi di quando, da piccola, ero nella cucina della nonna. La porta per entrarci era tipo quella dei saloon, a due ante di legno; il pavimento di graniglia colorata, con prevalenza di piccoli sassetti neri e arancioni. Ricordo la piccola me che disegna fiori con il pennarello color ciclamino e abbozza nuvole buffe con il pastello verde acqua e ricordo le sensazioni, la consistenza morbida e gessosa della mina che scorre sul foglio, burrosa e fragrante.
Come il tortello.
E il pastello profuma di ricordi, come la vecchia cucina della nonna.
Non ci penso due volte e, mentre mi accingo a pagare la mia fotocopia, acquisto anche il pastello. I miei occhi godono di una felicità semplice, genuina e calda, come la composta di mela del mio buon tortello.